Sant'Antonio a Cesino

La chiesa parrocchiale di Sant' Antonino, a Cesino presso Pontedecimo, è una delle più antiche del Genovesato poiché ha compiuto i mille anni di vita nel 1975. Come si legge in una pubblicazione stampata per quella celebrazione, redatta a cura del professore Giacomo Vigo sulla base di autentici documenti d'archivio, "è certo che nel 975 qui viveva un Sacerdote e la Chiesa funzionava come Parrocchia".

Peraltro, sempre tenendo conto delle notizie storiche dirette ed indirette relative all'esistenza del tempio, egli aggiungeva che "forse, era tale alcuni secoli prima, anche se nei pochi e frazionati documenti, non troviamo i nomi dei primi Parroci".Naturalmente il complesso strutturale dell'edificio attuale è il risultato dei molteplici rifacimenti architettonici che si sono succeduti nel tempo, poiché della composizione di quello originario si è perduta ogni memoria. Le ragioni dell'antichità delle origini della chiesa di Sant' Antonino si spiegano con il fatto che l'odierna località di Cesino era percorsa da uno dei rami della via Postumia, una realtà comprovata da una citazione della stessa Tavola Bronzea, con una collocazione territoriale tale da suggerire lo spostamento in quell'ambito di una crescente colonia abitativa.

Une delle memorie appartenenti alla tradizione orale e successivamente già in epoca pagana, indicando come la chiesa parrocchiale odierna sia sorta agli albori del Cristianesimo sull'area di un preesistente tempio dedicato agli Dei Mani. Un documento contenuto nel Cartario Genovese - l'arcaica raccolta di Atti ufficiali - fa risalire al 1004 la prima notizia dell'esistenza della comunità residente nel paese di Cesino, consolidatosi attorno all'antica chiesa campestre.

Caratteristica assai curiosa della chiesa di S. Antonino è la sua singolare impostazione architettonica derivata dal rifacimento pressoché totale dell'edificio a spese della benestante famiglia Ravara. L'originalità consiste nella distribuzione su due piani delle strutture per la celebrazione dei riti religiosi, come l'altare maggiore collocato in posizione aerea accessibile mediante una doppia scalea laterale, ed uno scurolo inferiore con l'altare di Nostra Signora del Carmine, compatrona del tempio.
Una conformazione che sottolinea mirabilmente lo stile del Barocchetto genovese che ne caratterizza la fattura, rendendone assai gradevole l'aspetto, di cui troviamo rarissimi esempi nell'ambito del Genovesato.

Nel territorio parrocchiale sono altresì presenti la cappella di Nostra Signora delle Vigne sorta a spese di un viandante che nella prima metà del Settecento aveva corso un grave pericolo di vita in quel punto allora semplicemente munito di una immagine mariana che egli ritenne la sua Salvatrice, e l'Oratorio di N. S. del Carmine inaugurato nel 1938.

Testi e foto ad opera di M. Lamponi