Convento dei frati cappuccini

Convento Frati Cappuccini PontedecimoEsso si trova nell'ambito dell'antico Borgo Pontedecimese.pontedecimo convento
Il Borgo di Pontedecimo, uno dei primi luoghi di insediamento di popolazioni sulle rive del torrente Polcevera, (che nasce nei pressi del Borgo dalla confluenza del Riccò e del Verde) era vicinissimo al "Pons ad decimum lapidem ad urbe Genua" che a Pontedecimo ha dato il nome.

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Sant'Antonio a Cesino

La chiesa parrocchiale di Sant' Antonino, a Cesino presso Pontedecimo, è una delle più antiche del Genovesato poiché ha compiuto i mille anni di vita nel 1975. Come si legge in una pubblicazione stampata per quella celebrazione, redatta a cura del professore Giacomo Vigo sulla base di autentici documenti d'archivio, "è certo che nel 975 qui viveva un Sacerdote e la Chiesa funzionava come Parrocchia".

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Casa della Beata Ghersi

Si trova nell'ambito dell'antico Borgo di Pontedecimo, popolato da bottegucce, artigiani, osterie, vi fu la sede del Capitanato (1400) proprio nella casa che il 23 ottobre 1742 vide la nascita della venerabile Chiara Isabella Ghersi fattasi poi monaca clarissa e morta Abbadessa in Gubbio il 27 ottobre 1800.

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Pontedecimo

pontedecimoSituato sulla confluenza dei fiumi Verde e Riccò, proprio dove nasce il Polcevera, là dove il "Pons ad decimum milium" di romana memoria attraversava il Riccò per permettere alla Via Postumia di raggiungere Cesino, Campomorone e poi la salita verso l'Appennino.
Intorno al Borgo Antico, con la casa natale della Beata Chiara (Isabella Ghersi), si sviluppò così il paese come lo vediamo ancora oggi, sovrastato a monte dall'antico abitato di Cesino e a mare dalla frazione di San Quirico, ricca di una splendida Chiesa dotata di una quadreria tra le più ricche e significative di tutto il Genovesato.

Nel 1868 gli abitanti erano 385 oggi siamo circa 16.600.

Mignanego

Comune dell'Appennino Ligure, comprendente il versante destro della valle del torrente Riccò, dalla cui confluenza con il Verde a Pontedecimo trae origine il Polcevera. Le pendici del monte Poggio (confine con la provincia di Alessandria) e del Bricco Montaldo (662m) sono disseminate di piccoli abitati sparsi lungo la valle intorno alla strada dei Giovi (lungo la quale si trovano Ponte dell'Acqua, Vetreria e Migliarina), che qui valica lo spartiacque appenninico immettendo nella Val Scrivia.

Il nome Mignanego ha origini antichissime, fra le righe della Tavola Bronzea con la denominazione "Mignanico".


 

A Miganego una delle cose più antiche da vedere è la ruota del mulino che si trova dalle "Pile" presso il ponte della Ferrovia. Proprio di fronte alla strada vecchia che porta a Fumeri si trova l' entrata per una piccola frazione denominata "Bensci". Qui si trova la ruota suddeto che per mezzo di altri ingranaggi, azionava la tramoggia.

Dalla tramoggia il grano finiva nella macina che lo riduceva in farina. Le macine sono pesanti pietre di legno rotonde che fissate ad un perno grazie all' energia dell' acqua giravano.